LA SALITA VISTA DA NOI....
Da S. Giacomo (mt. 1213) oltrepassiamo un ponte in direzione est
seguendo le indicazioni per il rifugio PAGARI'. Il primo tratto di
itinerario segue lo sterrarto che passa nei pressi del Gias dell'Aiera
(mt. 1349), del Gias del Rasur (mt. 1412) e del Gias del Vei del Buc
(mt. 1430) nei pressi del quale valichiamo un ponte volgendo a destra.
Dopo essere passati accanto al Gias Colombo (mt. 1444) compiamo un lungo
diagonale sul fianco del pendio innalzandoci quindi con numerosi
tornanti che ci consentono di portarci al di sopra di un'evidente
bastionata. Qui la pendenza si attenua per un tratto salvo riprendere
poi a salire in maniera più decisa. Poco oltre la Sorgente dell'Asino
raggiungiamo il rifugio FEDERICI MARCHESINI al PAGARI' (mt. 2650).
Il giorno seguente attraversiamo la morena in direzione ovest
tenendoci alti sulla conca sottostante. Orientandoci con i soliti ometti
in pietra ci portiamo alla base dello stretto canalino della Maledia (40
- 45°) che risaliamo fino al suo culmine. Volgendo poi a sinistra ci
spostiamo progressivamente verso il centro del versante nord della
nostra montagna. Ad un tratto iniziale ricoperto di chiazze di neve fa
seguito un breve canale e poi un settore di rocce rotte in cui la
pendenza si attenua sino ai 3061 metri della Cima della Maledia.
Ritornati alla base della parete ci lasciamo sulla sinistra la conca
sottostante e percorriamo per un breve tratto la cresta che si dipana
verso nordovest. Abbandonando per un tratto la cosiddetta "Traversata
degli Italiani" ci abbassiamo sulla nostra sinistra andando ad afferrare
il ripido canalino posto immediatamente dopo la Cima Borello, che in tal
modo aggiriamo. Riguadagnato il filo di cresta volgiamo a sinistra
abbassandoci inizialmente per un tratto e prendendo poi a salire
nuovamente sempre mantenendo il filo di cresta. L'arrampicata si
mantiene divertente fino ai 3070 metri della Cima Chafrion, alla quale
accediamo tramite un tratto di cresta un pò più esile.
Di qui in avanti lo spartiacque cambia direzione, puntando
marcatamente a nordest. A questo punto ci teniamo un poco a sinistra del
filo di cresta e di lì a poco tocchiamo anche il Balcone del Gelas (mt.
3080).
Il successivo tratto di cresta è un pò più affilato ma mai difficile.
Scavalcato direttamente uno spuntone superiamo quindi una breve paretina
ben munita di ottimi appigli. La cresta modera ora la propria pendenza e
si allarga sino a culminare con la Cima Nord del Gelas (mt. 3143).
Sempre proseguendo in direzione nordest ci abbassiamo a toccare
l'intaglio che divide le due cime del Gelas. Risalendo le roccette
dell'opposto versante tocchiamo infine anche la Cima Sud del Gelas (mt.
3138).
DISCESA: Riguadagnata la forcella tra le due cime discendiamo
il ripido canalino sottostante lungo il suo versante francese. Volgendo
a destra aggiriamo la Cima di S. Robert perdendo ancora un pò di
dislivello sino ad incrociare la mulettiera che sale ai 2471 metri del
Colle delle Finestre. Risaliti fino al valico ritorniamo a S. Giacomo
percorrendo il comodo ed evidente sentiero (dapprima segnavia M11 poi "gta")
che passa nei pressi del rifugio SORIA ELLENA.
Nell'ultima sua parte il percorso si svolge su strada sterrata.
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