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ALBARON DI SAVOIA
(mt. 3627)

POINTE DU COLERIN (mt. 3475)


 

ACCESSO STRADALE

Raggiungere Lanslebourg attraverso il colle del Moncenisio oppure attraverso il tunnel del Frejus e la cittadina di Modane.  Risalire la Val Cenis fino all'abitato di Bonneval sur l'Arc per poi attraversarlo su di un piccolo ponte.
A questo punto raggiungere le case di L'Ecot dove si lascia l'auto.

 

DIFFICOLTA':   F

DISLIVELLO:   1630 metri

TEMPI DI SALITA: 5 h 30'

MATERIALE: corda, piccozza e ramponi   .

PUNTI D'APPOGGIO: Rifugio DES EVETTES
telefono (79) 05.21.25
CAF sezione di Lione

22 Agosto 2001



LA SALITA VISTA DA NOI...

Dalle case di L'Ecot imbocchiamo il rifugio che, in direzione nord, si inerpica fino al rifugio DES EVETTES (metri 2590) il quale sorge all'imbocco di una bellissima conca di origine glaciale.

Scendiamo quindi  nella conca e, orientandoci alla bell'e meglio con alcuni ometti in pietra, la risaliamo per intero fino a raggiungere il fronte del ghiacciaio des Evettes (oggi molto ritiratosi rispetto al passato).
Qui, calzati i ramponi, ci portiamo sul ghiacciaio stesso procedendo da destra verso sinistra. Puntiamo quindi decisamente a destra in direzione della cima. Il tracciato qui si fa molto ripido, insinuandosi tra ampi crepacci, ma la maggior parte di essi č evitabile portandosi in piano fin contro le rocce che sostengono la parte alta del ghiacciaio. Alcuni ometti in pietra facilitano l'orientamento fino a che si tocca nuovamente il ghiacciaio.
Dopo una lunga diagonale verso sinistra si raggiungiamo la sella d'Albaron (mt 3475). Da qui si seguiamo la larga cresta che, attraverso tratti nevosi intervallati da brevi saltini rocciosi, conduce ai 3627 metri della vetta.

Nota. L'ascensione č comodamente effettuabile in giornata, pur risultando alquanto faticosa.
Dalla sella d'Albaron č altresė raggiungibile ,in pochi minuti, la Punta del Colerin (mt. 3475).

DISCESA: lungo l'itinerario di salita. Anzichč discendere per la paretina che sostiene il ghiacciaio č anche possibile continuare in piano su neve, uscendone per seguire una labile traccia detritica che taglia alla base la sagoma del Pic Rigaud. Pur trattandosi di un percorso pių adatto ai quadrupedi che ai bipedi, esso permette tuttavia di toccare la morena a breve distanza dal rifugio mediante un ultimo pendio di sfasciumi.
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