LA SALITA VISTA DA NOI....
Lasciata l'auto ad una quota approssimativa di 1800 metri iniziamo la
salita lungo un ripidi pendio erboso transitando in un piccolo
boschetto. Un pò oltre il terreno si fa detritico ma la pendenza si
attenua. Volgendo progressivamente a destra transitiamo alti sulla
cosiddetta "Gran Gorgia" puntando verso il passo Coupe Trape (mt. 2301)
dal quale piegando sempre a destra e percorrendo l'elementare cresta
tocchiamo la Punta dell'Ujetta (mt. 2400).
Abbassandoci lungo l'opposto pendio andiamo ad attraversare l'ampia
conca sita ai piedi della Grand'Uja. Lasciatoci questa cima sulla destra
ci innalziamo verso nord-est sino a toccare la dorsale. Tenendoci un
poco al di sotto della dorsale stessa risaliamo il pendio fin
sull'evidente anticima posta tra la Grand'Uja e la Piccola Uja (mt.
2560). Per raggiungere quest'ultima scendiamo lungo lo spartiacque in
direzione nord e toccando in pochi minuti il suo punto sommitale.
Riguadagnata l'anticima continuiamo la salita in direzione sud
dapprima lungo la cresta ed in ultimo tenendoci un poco a sinistra
pervenendo senza difficoltà alcuna sui 2666 metri della Grand'Uja.
Discendendo i pendii orientali della Grand'Uja guadagniamo l'ampia
insellatura posta tra la Grand'Uja e la vicina Punta delle Ujette.
Tenendoci quest'ultima sulla destra compiamo un traverso pressoché
orizzontale lungo il pendio di rocce rotte sino a raggiungere la cresta
che si protende in direzione nord. Una volta raggiuntala volgiamo a
sinistra portandoci in breve ai piedi della Punta Cirel (mt. 2561). Per
toccarne il punto culminante pieghiamo a destra aggirandola
completamente per poi risalirla dall'opposto versante, sfruttando i
molti appigli offerti dall'ultimo risalto roccioso che difende la cima.
Tornati sui nostri passi e poco prima di toccare l'insellatura tra la
Grand'Uja e la Punta delle Ujette volgiamo a sinistra toccando anche i
2583 metri di quest'ultima.
DISCESA: Senza seguire un percorso obbligato riguadagniamo
l'insellatura abbassandoci poi sulla nostra sinistra lungo un marcato
canale detritico. Allorché ai detriti si sostituisce la prateria
d'altura pieghiamo progressivamente sulla nostra destra sino ad un
marcato spallone erboso lungo il quale riprendiamo ad abbassarci,
aggirando un risalto roccioso sulla destra.
Poco prima dell'alpe Corvino (mt. 1990 circa) imbocchiamo una labile
traccia che taglia alla base la Grand'Uja. Va detto che questa traccia
in alcuni punti è ormai quasi scomparsa e che è assolutamente
sconsigliabile percorrerla con l'erba bagnata, a causa della ripidezza
del pendio. Va inoltre segnalato che è possibile aiutarsi con qualche
traccia di vernice rossa, peraltro in molti punti ormai stinta. Giunti
all'altezza del bordo superiore della "Gran Gorgia" risaliamo per un
tratto, dapprima su erba e poi su rocce rotte, sino ad ricongiungerci
con l'itinerario di salita.
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