TIBET  -  Agosto 1997
Qualche immagine del nostro viaggio

 

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20 Agosto
La marcia verso il Campo 1 (mt. 4345) é cominciata. Con noi ci sono Nigmar, l'interprete, un cavallante ed un paio di robusti e mansueti cavalli che la sera precedente ci siamo premuniti di affittare dal capo del villaggio.

20 Agosto
Cavalli...
Capo villaggio...
Ci sembra di essere finiti una voragine persa nel tempo e solo il nostro abbigliamento ci convince di trovarci ancora nel Ventesimo Secolo.

20 Agosto
Risalire le vallate costituisce davvero un piacere non solo perché le pendenze sono docili ma anche perché gli scenari sono di una bellezza ancora incontaminata.

21 Agosto
Unico segno di altra presenza umana sono le tende dei pastori, scure sagome adagiate nel verde dei pascoli d'altura. Povere esteriormente ma, dentro, ricche di calore umano e di senso dell'ospitalità.

 

Vallate sconfinate si aprono ai nostri sguardi.
Almeno tre volte al giorno ci sembra di scorgere il colle che ci consentirà di divallare. Ogni volta ci sbagliamo, a causa di questi spazi sconfinati cui gli occhi non sono abituati e che sfalsano le distanze.
Ma la solitudine non è completa.
A volte il lontananza ma a volte vicinissime a noi si scorgono le tende dei pastori, bruni coni di pelli di yak dal cui foro centrale fluisce il fumo della vita. Si tratta di gente avvezza alle fatiche ed alle privazioni della vita di montagna che tuttavia ha innato in sé il senso dell'ospitalità e che non lesina spontanea ospitalità ai pur rari viandanti. Non è insensato pensare di essere i primi occidentali che i loro bambini hanno avuto l'occasione di incontrare.

 

21 Agosto
Gli Yak.
Sono loro la principale e praticamente unica fonte di sostentamento dei pastori nomadi degli altipiani tibetani. Non sono rari gli incontri con questi bovini dall'aspetto imbronciato.

21 Agosto
Campo 2, quota 4850.
La tenda con veranda prestatami dall'amico Claudio, tanto derisa durante i preliminari, risulterà quanto mai utile per preservare le scorte di cibo dal maltempo.