LA SALITA VISTA DA NOI....
Dal lago di Malciaussia (mt. 1850) affrontiamo direttamente il sentiero
che, verso nord, raggiunge il cosiddetto Piano dei Morti con numerosi
tornanti. Raggiunto il caratteristico pianoro volgiamo a destra e,
attraversata una conca detritica, andiamo ad afferrare un costone che
adduce ad una seconda conca occupata da un piccolo laghetto glaciale.
Costeggiata la sponda sinistra del lago ci portiamo sul fondo della conca
stessa salvo attraversarla poi verso destra. Riprendiamo qui a guadagnare
dislivello lungo un pendio detritico che in breve si esaurisce ad una
forcella. Pieghiamo allora leggermente a sinistra ad affrontare un tratto
di rocce un poco più ripide che sfociano infine in un ampio anfiteatro
ricolmo di grossi massi.
Mantenendoci sulla nostra destra puntiamo decisamente verso l'ormai
incombente cima orientale della montagna, attraversando l'anfiteatro fino
ad imboccare un breve ma ripido canalino. Il successivo tratto di rocce è
nuovamente ripido ma non difficile e ci consente di toccare la Lera
Orientale (mt. 3355).
Procedendo verso quella che costituisce generalmente la normale via di
salita volgiamo ad ovest percorrendo più o meno fedelmente il filo di
cresta che in breve adduce ai 3322 metri del Lera Centrale.
Adesso ci manteniamo decisamente a sinistra del filo di cresta.
Perdendo un pò di dislivello aggiriamo la cima occidentale a beneficio di
un canale detritico che risaliamo per intero e che ha termine nei pressi
di una marcata forcella. Voltando a destra abbordiamo nuovamente il filo
di cresta fin sulla sommità del Lera Occidentale (mt. 3337).
Riguadagnata la forcella compiamo un primo traverso mantenendoci
a sinistra della cresta e quindi un secondo sul versante che dà sulla Val
d'Ala. Raggiunto un evidente intaglio superiamo quindi (sempre sul lato
destro della cresta) un bel passaggio su roccia che si rivelerà il meno
facile dell'intera traversata. Nuovamente lungo i risalti della cresta
raggiungiamo anche la Punta Sulè (mt. 3387).
Ora ci abbassiamo lungo il versante meridionale della montagna fino ad
incontrare tracce di sentiero e poi ancora oltre, lungo balze erbose più o
meno ripide, sino a che ha termine la parte più scoscesa del pendio. A
questo punto volgiamo a sinistra andando ad incrociare nuovamente il
costone che domina il Pian dei Morti.
Di qui rivolgiamo la nostra attenzione alla vicina Punta di Pietramoirta
(mt. 2577) che si lascia vincere piuttosto facilmente grazie ad una
vecchia strada militare (h 7).
DISCESA: Dal Pian dei Morti, che in breve riguadagnamo, lungo
l'itinerario di salita.
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