LA SALITA VISTA DA NOI....
Dal Piano della Casa del Re (mt. 1743) pieghiamo a sinistra,
percorrendo un comodo sentiero con numerosi tornanti in direzione del
rifugio Remondino. Poco oltre quota 2000 metri attraversiamo il corso
d'acqua e, abbandonato il sentiero principale, seguiamo una traccia che
conduce verso il colle Mercantour. A causa dell'innevamento procediamo
principalmente su lingue di neve fino al valico (mt. 2611) e di qui,
piegando a sinistra su facili roccette, guadagniamo in breve i 2690
metri del Roccione Ghiliè.
Tornati sui nostri passi fino al valico attacchiamo la cresta orientale
della Cima di Mercantour (mt. 2775) che si rivela piuttosto divertente.
Sempre continuando a seguire lo spartiacque tocchiamo quindi la Cima
Ciriegia (mt. 2727) abbassandoci poi per detriti sul fianco sinistro
sino al colle omonimo (mt. 2543).
Dal colle un pendio di erba e rocce rotte conduce ai 2673 metri della
Cima di Leccia. Nel discendere la cresta opposta di questa cima
incontriamo quello che si rivelerà il tratto meno semplice dell'intera
traversata, costituito da una crestina esposta e piuttosto ripida che
abbandoniamo non appena possibile per guadagnare una piccola cengia
erbosa sita sulla nostra sinistra e che ci deposita felicemente
all'intaglio sottostante.
Per arrivare alla Cima di Naucetas (mt. 2706) ci teniamo invece
leggermente sulla nostra destra dove le rocce ci permettono di procedere
senza percorso obbligato. La cresta che separa la Cima Est di Pagarì
(mt. 2686) da quella Ovest (mt. 2675) non oppone difficoltà di rilievo
se si eccettua la stanchezza, ma questo è un problema soggettivo.
Dalla Cima Ovest ci abbassiamo leggermente sulla sinistra del filo di
cresta e, per sfasciumi alternati a lingue di neve, tocchiamo anche il
colle di Framemorta (mt. 2615) dove ci attende l'ultima fatica.
Fortunatamente una buona traccia di sentiero ci agevola nella nostra
salita, che si conclude sulla Cima di Fremamorta (mt. 2731).
Note Se svolta in maniera integrale questa traversata
richiede un buon allenamento. In caso contrario il colle di Ciriegia
(mt. 2543) può risultare comodo per abbreviare l'itinerario, scendendo
direttamente verso il Piano della Casa del Re.
DISCESA: Ridiscesi al colle di Fremamorta pieghiamo a
sinistra discendendo dapprima verso un laghetto e poi, per pendii più o
meno ripidi di ottima neve, perdiamo rapidamente dislivello. Quando la
neve scompare ritroviamo il facile sentiero che conduce al Piano della
Casa del Re.
Il guado del torrente a piedi nudi costituisce l'ultimo scampolo della
nostra piccola avventura.
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