LA SALITA VISTA DA NOI....
Dai 1670 metri dell'alpe Fumavecchia imbocchiamo il sentiero che si
sviluppa tra i larici sulla sinistra delle costruzioni e che in breve ci
porta a toccare il bel pianoro del Pian dell'Orso (mt. 1850),
oltrepassato il quale volgiamo a destra e seguiamo dapprima il sentiero
435 e poi il 420 fino ai 2231 metri del colle del Vento.
Dal valico ci lasciamo sulla destra la sagoma della Punta Costabruna
percorrendo in vece il sentiero che, con andamento quasi pianeggiante,
tocca in breve il colle delle Vallette (mt. 2303). Seguendo le tacche
rosse ci abbassiamo sulla sottostante pietraia di Cassafrera dove, tra
grossi blocchi e massi di varie dimensioni, una traccia risale l'ampio
canalone che adduce al colletto Ricciavrè (mt. 2550).
Dalla depressione prendiamo a destra risalendo l'ampio crestone di
detriti e rocce rotte, tenendoci preferibilmente sulla sinistra del
medesimo, toccando la piatta sommità della Punta Cassafrera (mt. 2717).
Abbassandoci facilmente al colletto sottostante continuiamo a
percorrere la cresta verso l'ormai evidente cima orientale del Rocciavrè
(mt. 2778) superando alcuni facili passaggi su roccia.
Dalla prima cima del Rocciavrè puntiamo ora alla seconda,
abbassandoci direttamente lungo il versante settentrionale dove rocce
piuttosto instabili ci consentono di toccare una cengia detritica e poco
marcata. Piegando a sinistra ci portiamo con percorso pianeggiante fin
sul filo della cresta calandoci poi direttamente fino alla stretta
forcella sottostante. Lungo le non difficili tracce del versante opposto
raggiungiamo in fine i 2770 metri della cima occidentale del Rocciavrè.
Eccezzion fatta per la Punta Cassafrera (che invece di risalire ci
lasciamo sulla sinistra tagliando in piano il detritico pendio)
ripercorriamo a ritroso il percorso dell'andata fino al colletto
Ricciavrè. Qui risaliamo la facile cresta di rocce rotte che culmina con
i 2632 metri della Punta del Lago.
La cresta prosegue in direzione nordest e, pur non presentando mai
passaggi troppo impegnativi, richiede un'attenzione pressoché costante
sulla scelta dell'itinerario. Quando la cresta si appoggia fino a
diventare praticamente orizzontale il percorso si sposta un poco a
sinistra del filo ma il punto culminante della Punta Pian Reale (mt.
2617) diventa evidente e si snoda attraverso grossi blocchi accatastati
(4 h 30').
DISCESA: Dall'ultima cima raggiunta volgiamo in direzione nord
e, orientandoci grazie a curiosi segnavia a forma di fungo, perdiamo
dislivello fino a ricongiungerci con il colle delle Vallette e con
l'itinerario di salita.
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